L’errata corrige sulla sposa bambina di Padova

Martedì 21 novembre, da Padova arriva la notizia di una sposa bambina. Ha 9 anni, suo marito ne ha 35 e ha abusato di lei. Quale sia la fonte della notizia non è chiara, fatto sta che molti giornali la pubblicano. Il Post ricostruisce la faccenda:

la notizia è stata data per buona fra gli altri da Libero, Giornale, Gazzettino, Secolo d’Italia e Fatto Quotidiano, che l’hanno pubblicata sui loro siti. La Zanzara, la nota trasmissione di Radio24, ci ha aperto la puntata di ieri.

Il giorno dopo — che è oggi che scrivo, mercoledì 22 novembre — ecco sui quotidiani arrivare i commenti, tra cui il «Buongiorno» di Mattia Feltri, su La Stampa.

Nella redazione de il Fatto Quotidiano a qualcuno viene in mente di fare una verifica (dopo aver pubblicato la notizia), e chiamano i carabinieri di Padova.

La notizia è falsa. I carabinieri dichiarano che a loro non risulta nulla del genere e che, nel caso se ne fosse occupata un’altra forza dell’ordine, loro l’avrebbero saputo. Ma non c’è nulla. Né abusi, né sposa bambina, nulla. Il Fatto rettifica, altri giornali si limitano a chiudere il link con la notizia.

Mattia Feltri, invece, sempre oggi, scrive un nuovo articolo sul sito de La Stampa, dal titolo La fake della sposa bambina. A colpirmi, sono alcuni passaggi.

Il Buongiorno di oggi, accidenti, nasceva da una fake news e per questo abbiamo deciso di cancellarlo. La storia di Padova sulla bambina di nove anni ceduta in sposa a un uomo di quarantacinque è quasi sicuramente falsa.

«Quasi sicuramente falsa», per quello che capisco io, significa «potrebbe anche essere vera, seppur sia poco probabile». Su che base, potrebbe anche essere vera, molto o poco probabile che sia, visto che la notizia sembra non avere fondamento alcuno?

Una delle regole che mi sono dato per il Buongiorno è di diffidare massimamente della notizie locali, verificarle, incrociare le informazioni. Ieri non l’ho fatto perché si trattava di una notizia data da testate di prestigio, anche nazionali, ma soprattutto locali.

Mi chiedo perché Feltri non abbia fatto una telefonata ai carabinieri di Padova, prima di scrivere il suo pezzo. Non era una verifica migliore, rispetto all’impiego di fonti secondarie (cioè altri giornali)?

Però, date le scuse, che rimangono prevalenti, il Buongiorno resta intatto

Non credo di aver capito. L’autore chiede scusa per il suo articolo — basato su una notizia inesistente — e però il suo articolo resta intatto. Il suo articolo resta intatto e però l’hanno tolto dal sito. In ogni caso, perché il Buongiorno di Mattia Feltri resta intatto?

perché il fenomeno delle spose bambine, e quasi esclusivamente nella comunità musulmana, rimane un dato di fatto (e la condizione della donna a maggior ragione) come segnala per esempio Amnesty International. In definitiva, la notizia è falsa, ma la riflessione sopravvive.

Cos’è che segnala Amnesty International? Che esiste il fenomeno delle spose bambine. Per caso Amnesty International segnala anche che il fenomeno delle spose bambine è un dato di fatto «quasi esclusivamente nella comunità musulmana»?

No, una cosa del genere Amnesty non la dice. La scrive Mattia Feltri. Su quali basi? Non lo so. Certo, Amnesty International ha lanciato un appello sul caso delle spose bambine in Burkina Faso, dove risulta che il 50% della popolazione sia musulmana, il 30% cristiana e il resto è composto da religioni animiste africane.

Le bambine vengono costrette a sposarsi a 9 anni anche in Kenya, dove presbiteriani, protestanti e quaccheri raggiungono il 45%, cristiani e ortodossi sono al 35%, i mussulmani arrivano all’11%. E poi c’è l’India — all’80% induista — dove, secondo l’Unicef, circa la metà delle spose sono diventate tali quando erano ragazze.

Per questi motivi, a me, le scuse di Mattia Feltri lasciano perplesso.

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