Il quadro nel lungo corridoio

Image for post
Image for post

Per riconoscerlo mi è bastata un’occhiata. Mi sono avvicinato e ne ho avuto conferma. Era un’incisione di Tino Aime, Sole sulla Langa, appesa nella parete bianca e giallo senape di un lunghissimo corridoio. Le uniche altre cose, in quel muro, erano dei finestroni e dei cartelli segnaletici del tipo «in caso di incendio…».

Tino Aime è cuneese di nascita, valsusino di adozione. Un giorno vede un bimbo fuori dalla sua finestra, intento a curiosare all’interno. Decide allora che le vecchie finestre — complete di infissi, vetri, talvolta anche degli scuri — diventeranno le cornici di tanti suoi quadri.

Le opere di Aime ritraggono paesaggi che esistono davvero e, al tempo stesso, creano mondi fantastici. Un’impresa che riesce anche a quel Sole sulla Langa che avevo davanti agli occhi, benché si trovasse al quarto piano dell’ospedale Santa Croce di Moncalieri.

Moncalieri, che si trova alle porte di Torino, è una grande città fondata nel XIII secolo. Il campanile della sua chiesa più importante, Santa Maria della Scala, è metà di proprietà della curia, metà del comune. Su di esso ci sono delle campane ‘normali’ e poi un grande campanone, a disposizione del sindaco, per allertare la popolazione di un’alluvione, un incendio o un’altra emergenza. Nello statuto del comune di Moncalieri c’è una vecchia norma secondo cui, quando si celebra il funerale di un ex sindaco, non si suonano le campane, ma il campanone.

Domani 31 maggio, quel campanone suonerà per mio padre, che è stato sindaco di Moncalieri dal 1960 al 1965. Guido Scaglione ha trascorso la maggior parte dei suoi anni in questa città, vivendola in pieno. Lui e mia madre ci hanno costruito la casa dove noi tre figli siamo cresciuti e, oltre all’impegno come sindaco, ha lavorato a lungo come dirigente amministrativo proprio nell’ospedale Santa Croce.

L’ultima volta in cui è stato possibile portare mio padre in giro, l’ho condotto proprio davanti al quadro di Tino Aime, in quel lungo corridoio dalla parete bianca e senape. Mio papà ha guardato quell’opera incuriosito, come un bambino che vede un giocattolo e si chiede come usarlo.

Mio padre è nato 87 anni fa a Calosso d’Asti, in cima a un colle al confine tra le Langhe e il Monferrato.

Forse, guardando il Sole sulla Langa, si è ricordato delle colline su cui correva da bambino. Dei prati in cui portava gli animali di famiglia, prima di andare a scuola. Della casa abitata insieme a sette fratelli.

Forse, mio padre adesso è tornato lì.

Grazie a Tino Aime e a Giuse, due cari amici, per l’autorizzazione a usare il “Sole sulla Langa” in questo ricordo di mio padre.

Written by

Sono un fisico dirottato. In passato tanto nonprofit, oggi formazione e consulenza. Provo a raccontare il mio lavoro su www.diffrazioni.it

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store