Grazie di questa riflessione, Leonardo. Io penso che la nostra capacità di anestetizzare le nostre coscienze arrivi da lontano. L’abbiamo allenata quando nel 1994, in Rwanda, si compiva un genocidio analogo a quello accaduto in Europa. L’abbiamo rinforzata giorno per giorno di fronte alle decine di migliaia di persone morte cercando di attraversare il Mediterraneo.

Si può dire: si, ma noi non siamo rwandesi né saremo mai migranti su gommoni. Mentre potremmo essere coloro che passeggiano sul lungo mare, che prendono un aereo, che ascoltano un concerto. È vero ed è assolutamente umano, fare di questi pensieri.

Però noi europei muoriamo, quando siamo giovani, prima di tutto per incidenti stradali, eppure guidiamo tutti i giorni tranquillamente. Le donne europee muoiono prima di tutto perché le ammazzano i loro compagni, eppure la cosa non ci getta nell’angoscia.

In definitiva — e ti chiedo scusa per il lungo messaggio — temo che la capacità di zittire le nostre coscienze sia una nostra caratteristica che abbiamo elaborato tanto tempo fa.

Ma abbiamo elaborato anche la capacità di ragionare, di cercare di capire evitando facili spiegazioni. Insistiamo su questo, anche grazie a un approfondimento come il tuo.

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Sono un fisico dirottato. In passato tanto nonprofit, oggi formazione e consulenza. Provo a raccontare il mio lavoro su www.diffrazioni.it

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