Ciao Andrea,

quanto mi ritrovo nel tuo pezzo... Epperò, qualcosa non mi torna.

Io non ho ancora deciso cosa votare, sto andando per gradi. Prendo la riforma e studio un pezzo alla volta, confrontandomi con persone che fanno la stessa cosa.

Adesso me ne manca uno solo, di pezzo: la riforma del titolo V. Quello che ho studiato sinora non mi ha né spaventato — e quindi non mi ha portato a decidere per il no — né entusiasmato — e dunque spinto a votare sì.

Voglio andare fino in fondo, vedere se il pezzo che mi manca mi porta sul sì o sul no, fregandomene delle stupidaggini di Grillo e di altri di una parte o dell’altra.

Ma, temo, che votare sì per dimostrare che la democrazia sa decidere, seppure in una forma più matura, riproduca il problema di fondo, e cioè che rischiamo di votare non per quello che viene proposto, ma per quello che sta — o starebbe — dietro al voto stesso. E, secondo me, non sarebbe buona democrazia.

Grazie!

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Sono un fisico dirottato. In passato tanto nonprofit, oggi formazione e consulenza. Provo a raccontare il mio lavoro su www.diffrazioni.it

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